Misura della radiazione solare UV-B per la caratterizzazione dell'ambiente
Anna Maria Siani, Daniela Meloni, Sonia Miano, Giuseppe R. Casale, Sabino Palmieri
Università' di Roma "La Sapienza", Dipartimento di Fisica, P.le A. Moro 2 00185 Roma
e-mail: siani@axrma.uniroma1.it
Fin dalla scoperta del "buco" dell'ozono in Antartide nell'ambito della comunità scientifica vi è stato un graduale aumento di attenzione e di preoccupazione per le potenziali implicazioni ecologiche che potrebbero verificarsi a seguito di alterazioni dello strato di ozono stratosferico. Vi è anche una evidenza crescente che si stanno riscontrando aumenti di radiazione ultravioletta in superficie, come risultato di perdite di ozono nelle regioni artiche ed anche alle medie latitudini.
La misura della radiazione UV si può considerare relativamente recente se confrontata con la misura di altri parametri ambientali e i siti dove si sono effettuate tali misure sono pochi e con una raccolta di misure di pochi anni, tali da non poter definire un reale "trend".
Si usa suddividere la regione spettrale dell'UV in tre sottoregioni UVC (200-315nm), UVB (280-315nm) UVA (315-400nm).
La qualità e la quantità della radiazione ultravioletta che raggiunge la superficie terrestre dipendono dall'energia solare in arrivo e dalle proprietà di trasmissione dell'atmosfera.
L'ozono e' uno dei fattori che maggiormente modula la quantità di radiazione UV al suolo. La radiazione UV viene assorbita nella regione spettrale 200-310nm (UVC e UVB) e più debolmente nella regione 310-350nm (UVA) dall'ozono stratosferico.
Il gruppo di Meteorologia (G-MET) del Dipartimento di Fisica ha una esperienza consolidata nello studio della radiazione UV e nella modellistica climatologica. In Italia osservazioni sistematiche di ozono totale e irradianza UV (290-325nm) sono effettuate con sistematicità e regolarità fin dal 1992. Queste misurazioni sono eseguite presso il Dipartimento di Fisica (Gruppo G-Met) dell'Università di Roma "La Sapienza" dove e' installato lo spettrofotometro Brewer n.067, e presso il Centro di Ricerca ad Ispra (VA) (Brewer n.066). Entrambe queste apparecchiature sono sotto la responsabilità scientifica del gruppo G-Met.
Inoltre il Gruppo G-MET ha messo a punto un modello di trasferimento radiativo per il calcolo dell'irradianza UVB al suolo. Questo modello e' stato applicato a numerosi siti in Italia. Il risultato di quest'ultimo lavoro ha portato alla prima mappatura della dose UVB, relativa ad un giorno tipo, in funzione dei parametri atmosferici sul territorio nazionale.