Possibili correlazioni tra proprietà di autofluorescenza e attività funzionale
del parenchima epatico di anfibi durante il ciclo annuale
D. Locatelli, V. Bertone, AC. Croce, G. Bottiroli, S. Barni
Centro di Studio per l'Istochimica CNR, Dip. Biologia Animale, Università; Pavia.
Il processo di ibernazione naturale, cui va incontro gran parte degli anfibi anuri ed urodeli durante la stagione invernale, comporta meccanismi di adattamento che implicano profonde alterazioni della funzionalità di diversi organi ed apparati. In particolare, durante il ciclo annuale, il fegato subisce notevoli modificazioni morfo-funzionali che coinvolgono, oltre alla componente epatocellulare, anche quella pigmentaria ed emopioetica. Nel presente lavoro è stata effettuata un'analisi spettrofluorimetrica per la caratterizzazione delle proprietà di autofluorescenza delle diverse componenti istologiche del tessuto epatico, in individui di una specie di anuro (Rana esculenta) e di tre specie di urodeli (Triturus alpestris, Triturus cristatus e Speleomantes ambrosii), in condizioni di ibernazione e di attività. I risultati ottenuti sono stati interpretati e correlati alla situazione morfo-funzionale dell'organo con riferimento alle evidenze ottenute mediante applicazione di metodiche di indagine morfo-citochimica e biochimica classiche. La componente epatocellulare ha mostrato variazioni dell'intensità e del profilo spettrale dell'emissione di autofluorescenza correlabili al metabolismo energetico (contenuto in coenzimi nicotinamidici e flavinici) e al materiale di riserva e di accumulo (glicogeno e lipopigmenti); ciò è particolarmente evidente in Rana che, rispetto alle specie di urodeli considerate, trascorre il periodo invernale in condizioni di maggiore quiescenza funzionale. Il pigmento melaninico, prodotto da cellule di origine istiocitaria, è risultato più abbondante e diffuso nella fase ibernante, in relazione alla sua funzione difensiva nei confronti di specie chimiche bioattive (es. radicali liberi) endogene ed esogene; tuttavia la caratterizzazione dell'autofluorescenza dei granuli di pigmento non ha evidenziato sostanziali variazioni attribuibili alla composizione chimica e all'organizzazione strutturale. Anche per quanto riguarda la componente ematopoietica, presente negli urodeli con localizzazione periferica al parenchima, non sono state rilevati cambiamenti significativi di forma ed ampiezza dello spettro di emissione di autofluorescenza.