Spettri d'azione e 'biological weighting functions'
per la valutazione degli effetti biologici della radiazione UV ambientale
Francesco Ghetti
CNR Istituto di Biofisica, Via San Lorenzo 26, 56127 Pisa;
L'assorbimento della radiazione solare da parte dell'ozono stratosferico nella regione spettrale UV-B (280-315 nm) causa un taglio netto a zero nello spettro dell'irradianza sulla superficie terrestre. L'assottigliamento dello strato di ozono provoca lo spostamento del limite dello spettro solare superficiale verso lunghezze d'onda più corte, e quindi modifica la penetrazione nella biosfera della radiazione UV non solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi. Nella stessa regione spettrale si osserva anche un incremento a carattere esponenziale degli effetti dannosi della radiazione UV sui sistemi biologici. Questi effetti possono quindi essere fortemente amplificati anche da piccole variazioni della irradianza solare superficiale.
La spettroscopia d'azione può dare un contributo importante per la valutazione dei possibili rischi della riduzione dello strato di ozono. Con esperimenti in condizioni di irraggiamento monocromatico si possono caratterizzare gli effetti delle diverse lunghezze d'onda della radiazione UV senza la sovrapposizione di effetti dovuti a radiazione di altre regioni spettrali ed avere indicazioni sulla natura delle molecole bersaglio. Le 'biological weighting functions', determinate con irraggiamenti policromatici, possono invece fornire informazioni sulla risposta globale dei sistemi biologici studiati, risultante da tutti i processi luce-dipendenti causati dalle diverse componenti della radiazione solare. Un approccio integrato basato su studi condotti sia in condizioni di irraggiamento monocromatico che policromatico sembra essere il metodo più adeguato per valutare l'impatto della radiazione UV sui sistemi biologici.